Vendemmia 2021 di Firriato, Aumento della Produzione nel Trapanese

La vendemmia 2021 di Firriato, nei diversi areali territoriali, è stata caratterizzata da un andamento climatico piuttosto regolare durante le fasi di germogliamento-fioritura (da inizio marzo fino a maggio inoltrato) e di accrescimento erbaceo degli acini, con temperature miti e piogge limitate e ben distribuite durante il periodo estivo. Dai rilievi effettuati dal panel tecnico dell’azienda, è stato registrato un buon incremento produttivo rispetto alla vendemmia 2020, una delle meno produttive della storia; in particolare nelle tenute del trapanese – circa il 30% in più – e una buona regolarità qualitativa delle uve. Nella norma il carico produttivo nei vigneti dell’Etna ma con grande qualità diffusa, dovuta anche alla riduzione delle precipitazioni di fine estate e inizio autunno. A Favignana, infine, una netta riduzione delle produzioni nel vigneto di Calamoni, dovuta in parte ai venti intervenuti durante la fioritura delle viti. Uve comunque molto sane e con una maturazione importante sotto l’aspetto polifenolico ed aromatico. L’annata è da ritenersi in gergo tecnico “localmente-basata” o più semplicemente di “vigneto” proprio per il forte legame che è emerso con i contesti pedoclimatici in cui insistono gli impianti e che ha prevalso su tutte le componenti dei fattori che determinano quantità e qualità delle produzioni. Nei suoli con medie capacità di ritenzione idrica, le produzioni hanno manifestato elevati livelli qualitativi soprattutto in relazione al tenore strutturale, promuovendone gli aspetti qualitativi rispetto alla quantità. In suoli con basso storage idrico, infine, le condizioni siccitose hanno fatto prevalere i fenomeni di concentrazione organolettica delle uve e nel rapporto buccia polpa, determinando produzioni con manifeste evoluzioni aromatiche. Interessanti le aspettative enologiche in tal senso.

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