Costruire una centrale a gasolio nel 2016 è l’unico modo per fare energia in Sicilia?

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Centrale elettrica attuale da Google Street View

Nelle scorse settimane si è finalmente generato un po’ di dibattito sulla costruzione della nuova centrale elettrica a gasolio a Favignana. Il nostro spider ha indicizzato più di 14 articoli.
Il dibattito, tuttavia, non pare trovare soluzioni valide per evitare la costruzione. Negli articoli apparsi non emergono conti, né spiegazioni  per me esaustive e l’8 aprile arriva il commissario ad acta per decidere a livello di regione Sicilia la necessità o meno della nuova centrale.
Ad oggi non é possibile fare un calcolo di costi e benefici delle varie opzioni e quindi la scelta é difficile.

Riepilogo di seguito i punti di quanto emerge online di tutto ciò, perché la questione mi sta a cuore e vorrei capire davvero come é possibile al giorno d’oggi segliere di costruire di una centrale a gasolio in mezzo ad un parco naturale quando società come Tesla puntano su solare, smart grid e batterie per conquistare il mercato dell’automobile.

La centrale elettrica attuale a gasolio

La centrale elettrica attuale utilizza 4 motori diesel per bruciare gasolio, per emissioni questi motori sembrano paragonabili a motori euro6. Altri due motori sono presenti nella stessa centrale ma sono posti sotto sequestro preventivo per inquinamento acustico, ma poi non è mai stato verificato quanto inquinino e di fatto sembrano fermi senza motivo.
La centrale attuale, nei pressi del paese, vicino al cimitero, ha una potenza di 20MW.
La vecchia cisterna del gasolio ha negli anni inquinato la falda perché le cisterne hanno perso carburante, un piano di bonifica é stato avviato da qualche anno.

A quanto sembra la vecchia centrale va chiusa perché non è  sicura per i lavoratori e non rispetterà le normative future.

La nuova centrale a gasolio

La nuova centrale sarà ubicata tra Cala azzurra e Bue Marino e fornirà 25MW. Avrà tre ciminiere, la parte più alta arriva a 10 metri circa, ma parte 4 metri sotto il livello del terreno, quindi l’altezza a vista di queste ciminiere sarà circa 6 metri.

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Zona in cui è prevista la costruzione della nuova centrale a gasolio, da Google Maps

Il piano paesaggistico dell’isola approvato nel 2013 non permette la costruzione di immobili nell’area, tranne che nella particella catastale della società Selma srl che possiede la SEA.

L’Europa impone la chiusura di impianti a gasolio per il 2050.

Il cavidotto per collegare l’isola alla rete elettrica nazionale

L’idea di collegare l’isola alla rete nazionale sembra molto costosa, nell’ordine di 15 milioni di euro. Il cavo va posato e ancorato al fondale e va protetto (il costo è ipotizzato guardando i costi previsti per il cavidotto per Pantelleria in questo progetto).

Tuttavia il costo del cavidotto va confrontato e valutato con cura, perché ogni anno lo stato paga alla SEA un rimborso per il servizio di produzione di energia elettrica, chiamato addizionale UC4 che é presente nelle bollette degli italiani. Questi rimborsi ammontano, ogni anno, per tutte le isole italiane non collegate alla rete elettrica, a circa 70 milioni di euro (dato 2013). Le Egadi probabilmente costano agli italiani milioni di euro ogni anno e il costo del cavidotto sembra tornare ad essere un’opzione possibile.

C’è chi dice che l’uso del cavo potrebbe rallentare la diffusione di pannelli solari e turbine eoliche, perché a questo punto diventerebbero non più necessarie. Ma in realtà il cavidotto è necessario perchè senza la rete nazionale è assai difficile smaltire e accumulare la produzione di energia elettrica intermittente e aleatoria delle fonti rinnovabili.

Utilizzare le fonti rinnovabili

L’ abbondanza di sole e vento unisce idealmente tutti nella volontà di puntare sulle rinnovabili, tuttavia produrre 25MW da solare, termico o fotovoltaico, richiede una superficie molto ampia (nel caso di fotovoltaico si parla di circa 20 ettari).
Non ho trovato nessuna discussione sull’uso dell’eolico né con batterie di turbine ad asse verticale, né come di una mega pala sulla seconda cima dell’isola.

Una soluzione mista é indicata nella intenzioni della stessa SEA, nella misura di un MW di solare e il resto con la nuova centrale a gasolio.

I vincoli paesaggistici paiono anche frenare la possibilità di costruire impianti solari e/o eolici importanti.

Non ci sono progetti per l’utilizzo dell’energia dalle onde del mare.

La politica

La politica indica nelle rinnovabili la strada che vuole percorrere. Il sindaco Giuseppe Pagoto si dichiara pro cavidotto e rinnovabili e in discussione con la SEA.

Il PSI si dichiara pro costruzione centrale e pro rinnovabili.

Il M5S si dichiara pro rinnovabili.

Quindi? Cosa resta?

Nonostante tutto quello che ho letto sull’argomento rimango del parere che la mossa migliore sia NON costruire la nuova centrale, ma mettere a posto quella vecchia, sbloccare i motori sequestrati e non verificati, per attivarli nei mesi estivi.

A proposito del cavidotto: se la rete nazionale é necessaria per gestire le fonti alternative, il cavidotto va fatto e dopodiché vanno obbligate tutte le nuove costruzioni ad avere pannelli solari e/o turbine eoliche.

Se si vuole puntare sulle fonti rinnovabili in questo momento storico bisogna collegarsi alla rete nazionale, serve il cavo. E poi bisogna costringere gradualmente tutte le abitazioni dell’isola ad installare solare e/o eolico a partire dalle strutture alberghiere e dalle seconde case che col turismo sono la causa del maggior fabbisogno energetico dell’isola.

Tutto ciò è impossibile?

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